Le principali tipologie di flange comprendono piane, a collarino, libere, cieche, filettate e a tasca da saldare. Si distinguono per la forma costruttiva e il sistema di collegamento alla tubazione.
Le flange cieche servono a chiudere un’estremità; quelle piane, a collarino e a tasca vengono collegate mediante saldatura; quelle filettate mediante una connessione a vite. Le flange libere lavorano in abbinamento a un componente di appoggio.
La scelta dipende dalla norma richiesta, dalle condizioni di esercizio e dalle caratteristiche del collegamento.
Le flange si identificano attraverso una combinazione di caratteristiche:
- Norma di riferimento, ad esempio EN 1092-1 o ASME B16.5.
- Tipologia, come piana, cieca, libera o a collarino.
- Dimensione nominale, indicata con DN o NPS secondo il sistema adottato.
- Designazione di pressione, come PN o Class.
- Materiale e caratteristiche della superficie di tenuta.
Per individuare correttamente un prodotto è necessario considerare l’insieme di questi dati: la sola indicazione del diametro o della pressione non basta.
Industria chimica e petrolchimica: per il trasporto di fluidi e gas.
Impianti di riscaldamento e raffreddamento: per il trasporto di acqua e vapore.
Industria alimentare e farmaceutica: per il trasporto di liquidi e prodotti sensibili.
Centrali elettriche: per il trasporto di fluidi ad alta pressione e temperatura.
Uno spool di tubazione è un tratto prefabbricato di una linea di piping. Può comprendere tubi, curve, raccordi e flange, assemblati secondo un disegno tecnico per essere successivamente installati nell’impianto.
Uno spool può avere estremità flangiate, ma non è necessariamente delimitato da due flange. La sua configurazione dipende dal progetto e dalle modalità di collegamento previste.
Per scegliere una flangia occorre conoscere norma, tipologia, dimensione nominale, PN o Class, materiale e superficie di tenuta.
Vanno inoltre considerate pressione e temperatura di esercizio, caratteristiche del fluido e compatibilità con tubazione, guarnizione e componente contrapposto.
La scelta deve rispettare le specifiche dell’impianto. Il team Zetamec può supportarti nell’identificazione del prodotto sulla base dei dati forniti.
L’AISI 316 contiene molibdeno, che contribuisce a migliorare la resistenza alla corrosione rispetto all’AISI 304 in diversi ambienti, soprattutto rispetto alla corrosione localizzata in presenza di cloruri.
La scelta non dipende però soltanto dal settore di utilizzo. Occorre valutare fluido, concentrazione, temperatura e condizioni di esposizione. In ambienti particolarmente aggressivi, anche il 316 può non essere sufficiente.
Per una richiesta precisa, indica il grado del materiale previsto dal progetto.
RF significa Raised Face, cioè superficie di tenuta rialzata. La guarnizione viene posizionata sull’area rialzata attorno al foro centrale della flangia.
La sigla identifica una caratteristica della superficie di accoppiamento, non il materiale o la classe di pressione. Nella scelta è necessario verificare la compatibilità con la flangia contrapposta e con la guarnizione prevista.
Le flange EN 1092-1 e le flange comunemente indicate come ANSI B16.5, il cui riferimento tecnico è ASME B16.5, seguono standard differenti.
Le differenze riguardano dimensioni, forature, superfici di tenuta e sistemi di classificazione: EN 1092-1 utilizza designazioni DN e PN, mentre ASME B16.5 utilizza NPS e Class.
Le flange dei due sistemi non devono essere considerate automaticamente intercambiabili. Prima dell’accoppiamento occorre verificare le specifiche dimensionali e le condizioni di esercizio.
Consulta le gamme EN 1092-1 e ANSI B16.5.
STD e schedula 40 sono designazioni riferite allo spessore della tubazione. Nelle flange a collarino è importante verificare che il foro e l’estremità da saldare siano compatibili con il tubo.
STD e schedula 40 possono corrispondere allo stesso spessore in determinate dimensioni e differire in altre: non è corretto affermare che la schedula 40 sia sempre più spessa.
Per definire la fornitura occorre indicare dimensione, standard della tubazione e spessore richiesto.
La microfusione permette di ottenere componenti colando il metallo in uno stampo; la forgiatura modella il materiale attraverso una deformazione meccanica.
I processi producono caratteristiche differenti, ma non è corretto stabilire l’idoneità di una flangia soltanto in base al processo produttivo.
La valutazione deve considerare grado del materiale, proprietà richieste, norma di prodotto, controlli e condizioni di esercizio. La richiesta di fornitura deve specificare gli eventuali requisiti previsti dal progetto.